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Aria secca e riscaldamento: effetti su pelle, occhi e vie respiratorie
20 gennaio 2026

Aria secca e riscaldamento: effetti su pelle, occhi e vie respiratorie

Durante i mesi freddi, il riscaldamento domestico e quello degli ambienti di lavoro diventano indispensabili ma hanno un effetto collaterale spesso sottovalutato: la riduzione dell’umidità nell’aria. Termosifoni, stufe e impianti ad aria calda rendono l’ambiente più confortevole dal punto di vista termico ma, allo stesso tempo, contribuiscono a creare un microclima secco, che può influire negativamente sul benessere generale.

Le conseguenze dell’aria secca sul nostro corpo

Pelle

La pelle è uno degli organi più colpiti quando si trascorre troppo tempo in ambienti secchi. Le basse temperature associate a una scarsa umidità interferiscono con la produzione di sebo, la sostanza naturale che contribuisce a mantenere la cute elastica e protetta. Quando ciò accade, la pelle tende a disidratarsi più facilmente, diventando ruvida, tesa e soggetta a desquamazione.

In soggetti predisposti, l’ambiente secco può accentuare disturbi cutanei già presenti, come dermatite atopica, dermatite seborroica o psoriasi, rendendo più evidenti prurito, arrossamento e irritazione.

Anche le labbra e le mani risentono particolarmente di queste condizioni, mostrando screpolature frequenti.

Occhi

L’aria secca generata dal riscaldamento incide in modo diretto anche sulla salute oculare. In ambienti poco umidi, il film lacrimale tende a evaporare più rapidamente, lasciando la superficie dell’occhio meno protetta. Questo fenomeno può provocare una sensazione persistente di secchezza, bruciore e prurito, con gli occhi che possono apparire arrossati e più sensibili alla luce, soprattutto dopo molte ore trascorse davanti a schermi. Inoltre, la riduzione della naturale produzione di lacrime compromette la corretta idratazione della cornea, portando a fastidi che affaticano la vista.

Vie respiratorie

Le vie respiratorie risentono in modo profondo dell’aria secca, anche se i segnali non sempre sono immediati. Le mucose di naso, gola e bronchi sono protette da uno strato di muco che ha il compito di intrappolare particelle e microrganismi ma, quando l’aria è troppo poco umida, questo sistema di difesa perde efficacia: il muco si assottiglia e le mucose diventano più vulnerabili. Ne possono derivare tosse secca, irritazione alla gola, voce rauca e una maggiore predisposizione a infezioni respiratorie. Nei soggetti con asma o bronchite cronica, l’aria secca può peggiorare il controllo dei sintomi e aumentare il senso di affaticamento respiratorio.

Come mantenere un ambiente salubre in casa e in ufficio

Per migliorare la qualità dell’aria negli spazi chiusi è importante monitorare il livello di umidità, che dovrebbe mantenersi entro valori equilibrati, evitando sia l’eccessiva secchezza sia un’umidità troppo elevata.

Gli umidificatori rappresentano una soluzione efficace per ristabilire un buon tasso di umidità, ma devono essere utilizzati con attenzione: una manutenzione scorretta può favorire la diffusione di muffe e batteri, mentre un uso prolungato comporta anche un maggiore consumo energetico.

Esistono anche strategie naturali per rendere l’aria meno secca:

  • Inserire piante negli ambienti aiuta ad aumentare l’umidità grazie alla traspirazione fogliare.

  • Posizionare contenitori d’acqua vicino alle fonti di calore o lasciare evaporare il vapore dopo una doccia contribuisce a riequilibrare il microclima.

  • Stendere il bucato in casa o far bollire dell’acqua sul fornello.

Il fine, ricordiamolo, resta quello di creare un ambiente confortevole e salubre, capace di sostenere il benessere quotidiano di pelle, occhi e apparato respiratorio.

Se vuoi saperne di più su come migliorare l’aria che si respira in casa, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.